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Ritorna in scena la serie teatrale di “Nano Egidio” al Teatro Kopò

Locandina Nano egidioDal 2 al 6 luglio ritorna in scena al Teatro Kopó di Roma Nano Egidio, Season One e Seasone Two”, la serie teatrale che già lo scorso inverno ha registrato il tutto esaurito nel Teatro diretto da Francesca Epifani.

Nano Egidio. Season One”, in scena il 2 e 3 luglio, è una serie teatrale, come quelle che si vedono in televisione, solo che è in teatro. Lo spettacolo pone le sue basi su tre elementi fondanti: i miti, il gioco e i telefilm. Figure, in passato protagoniste di storie e racconti noti, ma anche personaggi dell’immaginazione o dell’immaginario culturale, si rimettono in gioco sotto forma di pupazzi, burattini, giocattoli agendo in un mondo a loro nuovo, quello dei Telefilm.

In questo modo il passato dei racconti orali, delle fiabe e delle folktales si incontra con il presente delle serie televisive e del cinema. La messa in scena mescola elementi di teatro di figura, comicità di situazione e stand-up comedy.

Come ogni serie che si rispetti, è divisa in episodi: Un c.a.s.o. piccolo piccolo – Dottor Dotto Anatomy – Romanzi Criminali. Ogni puntata riprende la tecnica, lo stile, i temi ed i cliché delle varie serie televisive note, passate e presenti.

 

Nano Egidio. Season Two” è in scena dal 4 al 6 luglio. Un anno dopo le vicende narrate nella prima stagione Nano Egidio si è ripreso dalla difficile operazione a cui è stato sottoposto e l’amicizia con l’ispettore Batman è più forte che mai.

Di solito le storie finiscono con il lieto fine, ma in verità il “Tutti vissero felici e contenti” è una bugia, un’illusione, una frase che si dice quando si è stanchi di raccontare una fiaba.

Nella grande città infatti, la criminalità è ad altissimi livelli: violenza, rapine, politici corrotti che fanno il brutto e il pessimo tempo, Baricco ministro della cultura e una nuova e pericolosissima droga prodotta dal famigerato e misterioso Schrödinger.

Come se non bastasse uno spietato killer uccide il il teneroso medico legale Cookie, il beffardo gioco del destino beffardo vuole che esattamente 2 anni, 2 mesi e 15  giorni prima, veniva uccisa Elisabetta The, l’unico e vero amore di Batman.

Il tenebroso detective, per indagare dovrà combattere contro la veste dei fantasmi del passato, quella che cadendo lascia il quadro immacolato, al suo fianco ci sarà il Nano Egidio e tutta l’allegra combriccola composta da Dotto, Assistente Gerardo e la sperimentale Dottoressa Nuda.

 

 

NANO EGIDIO

SEASON ONE E SEASON TWO

con Marco Ceccotti, Simona Oppedisano, Francesco Picciotti

TEATRO KOPÓ

via Vestricio Spurinna 47/49

dal 2 al 6 luglio

2 e 3 luglio season one

4, 5 e 6 luglio season two

aperitivo 19.30 spettacolo 20.30
Biglietti Intero 10.00 (aperitivo e spettacolo)
Per info 06.45.65.00.52 _ 
botteghino@teatrokopo.it

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“Groppi d’amore” al Roma Fringe Festival

cartolinaArriva al Roma Fringe Festival il testo di Tiziano Scarpa, Groppi d’amore nella scuraglia prodotto da Carichi Sospesi. Lo spettacolo,che vede sul palco Silvio Barbieri diretto da Marco Caldiron, sarà in scena dal 25 al 27 giugno presso il palco b di Villa Mercede.

 

Il testo di Scarpa è un racconto in versi che, attraverso una lingua inventata che richiama i dialetti del centro-sud, descrive un percorso di rinascita e, in qualche modo, di redenzione. Il linguaggio poetico di Scarpa deforma il nostro immaginario e i corpi dei protagonisti divengono archetipi grotteschi di un mondo in sfacelo; immagini che richiamano l’immaginario di Bosch raccontando la storia di Scatorchio e del suo amore per Sirocchia in un paese sommerso dai rifiuti.

 

Pochi elementi in scena per rappresentare una storia ricca di elementi narrativi che non manca mai di sorprendere per l’originalità delle soluzioni messe in atto. Lo spettatore si trova così immerso in un mondo composto da suoni antichi ma pur sempre riconoscibili, da immagini, musiche che richiamano un mondo naif tracciato con penellate severe e marcate.

 

 

Non so proprio da dove mi sia uscito il personaggio di Scatorchio, la sua lingua, il suo mondo. Io credevo di essere una persona mite, decentemente gentile. Scatorchio è una specie di parente scuro, mi scorre nel sangue come un’eredità intima ed estranea. Lo amo profondamente, anche perché mi mette a disagio. Per questo sono stato conquistato dallo Scatorchio dei Carichi Sospesi. Anche a guardare loro, hai di fronte due persone miti e gentilissime. Non sai proprio da dove riesca a tirarlo fuori in maniera così possente e persuasiva, il mite Silvio Barbiero, un personaggio talmente ruvido, cialtrone, impresentabile, poetico. Non sai come abbia fatto, il gentile Marco Caldiron, a domarlo e a scatenarlo, a mettergli le briglie in certi punti e a lasciarsi trascinare selvaggiamente in altri. Comincio a sospettare che ci sia un po’ di Scatorchio in ogni maschio, ma solo alcuni sappiano come dargli voce.

 

Tiziano Scarpa

 

Groppi d’amore nella scuraglia

di Tiziano Scarpa

con Silvio Barbiero

sene di Paolo Bandiera

costumi di Anna Cavaliere

musiche di Sergio Marchesini e Debora Petrina

regia di Marco Caldiron

produzione [www.carichisospesi.com]

 

ROMA FRINGE FESTIVAL

25 giugno ore 23.30

26 giugno ore 22.00

27 giugno ore 23.30

Villa Mercede

Via Tiburtina 113, Roma

 

Giuseppe Arnone torna con “Sono nato per volare” al Teatro Kopò

sono nato per volareDopo aver vinto il premio “Diritti in scena” con Il coraggio fa …90, Giuseppe Arnone ritorna dal 19 al 22 giugno al Teatro Kopó con uno spettacolo che ha registrato il tutto esaurito durante la stagione invernale: Sono nato per volare da lui scritto e interpretato.

Da grande voglio fare il pilota…sono nato per volare”. Vincenzo Diodato, 10 anni, siciliano che vive a Bologna e ha un sogno.

Lo spettacolo racconta, con leggerezza, quei giorni di Natale vissuti in famiglia, abbandonandosi all’odore della arancine e della caponata della nonna, alle favole raccontate dalla mamma. Uno spettacolo pieno di ritmo e passione, dolce e carnale allo stesso tempo.

Il dialetto siciliano è rapidamente comprensibile e familiare ed è probabilmente l’unico modo, così diretto, per farci sentire l’odore di quegli anni, attraverso le narici di un bambino che ha un sogno: quello di volare, con lo stesso aereo che gli è stato regalato nel natale del 1979.

Venerdì 20 giugno alle ore 18.00, prima dello spettacolo, gli spettatori potranno seguire, sul maxi schermo del Teatro, la partita dei Mondiali di calcio.

SONO NATO PER VOLARE

di e con Giuseppe Arnone

diretto da PTK

TEATRO KOPÓ

via Vestricio Spurinna 47/49

dal 19 al 22 giugno

aperitivo 20.00 spettacolo 21.00

venerdì 20 verrà trasmessa alle 18.00 la partita della Nazionale
Biglietti Intero 10.00 (aperitivo e spettacolo)
Per info 06.45.65.00.52 _ 
botteghino@teatrokopo.it

 

 

In scena “Leni R. – La mansarda di Monaco” al Teatro dell’Orologio

LocandinaLeniRdPer la prima volta in Italia la “questione Riefenstahl” arriva sulle scene. Dal 10 giugno al Teatro dell’Orologio di Roma, Chiara Ventura dirige Leni R. – La Mansarda Di Monaco, un testo scritto da Alessandro Staderini Busà. Sul palco, fino al 15 giugno, Priscilla Giuliacci interpreta Leni R. Con lei, sul palco, Daniele Ferrari nel ruolo di Peter il marito di Leni R,Antonietta Elia in quello di Hanni, la segretaria, Vittorio Ciardo nel ruolo del primo Ufficiale alleatoe con la partecipazione di Alessandro Orlando Graziano nei panni del secondo Ufficiale alleato.

Una pièce inedita che esplora l’esperienza umana di uno dei più discussi personaggi del Novecento per farne l’emblema della coscienza individuale che fronteggia le conseguenze delle proprie scelte. Leni Riefenstahl è stata ballerina e poi attrice nella repubblica di Weimar, regista acclamata a livello internazionale durante il regime di Hitler. La stella della Riefenstahl si eclissa nell’Europa liberata dagli Alleati. Non potrà mai più tornare alla sua attività nel mondo del cinema. Reinventerà se stessa come fotografa, lontano dalla Germania e dai media che non dimenticano la sua vicinanza al Nazismo, trovando ispirazione artistica e rifugio umano tra le popolazioni indigene dell’Africa.

Alessandro Staderini Busà ambienta il suo testo in una mansarda nella Monaco del secondo dopoguerra, come luogo fisico e prigione emotiva. In scena Leni R, i suoi demoni, che celati sotto le divise alleate, non si stancano di interrogarla mentre combatte perché la propria opera non sia dimenticata. Il ritorno di un ex marito e con lui i meccanismi di un rapporto interrotto. Dentro una quotidianità nella quale fatica ad adattarsi, Leni è affiancata da Hanni, segretaria che condivide con lei il miraggio di giorni felici. A non abbandonare la protagonista di questo dramma sono le responsabilità delle ambigue scelte che la motivarono e l’ombra di un giudizio che il grande schermo della Storia sta proiettando su di lei.

LENI R. – La Mansarda Di Monaco

di Alessandro Staderini Busà

con Priscilla Giuiliacci – Leni R.

Daniele Ferrari – Peter il marito di Leni R,

Antonietta Elia – Hanni la segretaria Leni R,

Vittorio Ciardo – dell’Ufficiale alleato 1,

e con la partecipazione di Alessandro Orlando Graziano – Ufficiale alleato 2

regia Chiara Ventura

segretaria di produzione: Valentina Bagnoli

foto di scena: Gabriele Giunta e Alessandro Staderini Busà

riprese video e montaggio: Giulia Marcialis

costumi: Anna e Lucia Collalire

TEATRO DELL’OROLOGIO

via dei Filippini 17a

ore 21.30 domenica ore 18.00

dal 10 a 15 giugno 2014

Bigietti 13.00 + 2.00 (Tessera associativa)

Ridotto 10.00 + 2.00 (Tessera associativa)

Info e prenotazioni: 06 6875550 teatroorologio@gmail.com

 

Debutta a versione integrale del MacBeth al Teatro Tordinona

locandina macbethUn gruppo di attori, di comprovata esperienza e di alto livello artistico, un bambino e uno dei registi che ha realizzato spettacoli “storici” a Roma, si riuniscono per  rappresentare la versione integrale del Macbeth, raramente vista in teatro. Dodici attori sulla scena, autoprodotti. É questa la vera rivoluzione in tempi di profonda crisi economica e culturale.

Dal 2 al 13 aprile al Teatro Tordinona di Roma uno dei capolavori di Shakespeare rivive in una nuova traduzione perfettamente rispettosa dei versi e delle rime del Bardo.

 

Giovanni Lombardo Radice con i suoi attori ha scommesso sulla ricchezza della storia, la tragedia degli Ego ipertrofici, dell’ambizione umana senza felicità e della coazione a distruggere per una sorta di bulimia frenetica di potere. Questo capolavoro, come fu scritto dal Bardo e come Giovanni Lombardo Radice ha deciso di rappresentarlo, è una grande saga di teatro  popolare. Nel Macbeth, infatti, si assiste a lotte di potere fra piccole baronie e fazioni; si vive il rapporto tra gli umani del mondo della terra e le creature di sotto terra, del soprannaturale e, soprattutto, si è una storia che parla di amore.

 

Un allestimento essenziale e magico arricchito dalle note del violino di Francesco Ciccone e dalle percussioni di Angelo Giuliani. Una compagnia di dodici attori, guidata da Giovanni Lombardo Radice, darà vita al Macbeth di William Sheakespeare. Sul palco Duccio Camerini, Vincenzo Crivello, Walter Da Pozzo, Claudia Della Seta, Simone Faloppa, Natalia Giro, Maurizia Grossi, Giulio Federico Janni, Giovanni Lombardo Radice, Eugenio Politi, Antonio Fazzini, Elena Vettori. Streghe, ambizione, potere, battaglie, duelli, assassinio, follia in due ore di grande teatro.

 

 

 

 

 

 

 

TEATRO TORDINONA
(via degli Acquasparta n.16)

dal 2 al 13 aprile 2014
dal martedì al sabato ore 21.00
la domenica ore 18.00
info e prenotazioni: prenotazionimacbeth@gmail.com

Biglietto: 10.00 €
Ridotto: 8.00 €
(over 65, bambini fino a 12 anni, studenti fino a 25 anni con libretto, gruppi di almeno 10 persone).

MACBETH
di William Sheakespeare

Traduzione e Regia: Giovanni Lombardo Radice
Con Duccio Camerini, Vincenzo Crivello, Walter Da Pozzo, Claudia Della Seta, Simone Faloppa, Antonio Fazzini, Natalia Giro, Maurizia Grossi, Giulio Federico Janni, Giovanni Lombardo Radice, Eugenio Politi, Elena Vettori
Scene: Camilla Grappelli
Costumi: Claudia Della Seta
Elementi di costume: Massimo Melloni 
Direzione tecnica e disegno luci: Biagio Roscioli
Assistenti alla regia: Giorgia Piracci e Ivan Zingariello
Attori sostituti: Dario de Francesco e Giorgia Piracci
Maestro d’armi: Alberto Bellandi
Trucco: Laura Alessandri
Vocal coach: Valeria Benedetti Michelangeli
Foto di scena: Laura Camia
Sarta: Fabiana Desogus
Scenografia: Francesco Pellicano e Niccolò Giorgi
Sartoria: Grandi Feste
Ufficio Stampa: Rocchina Ceglia 3464783266 rocchinaceglia@gmail.com

Recensione ” Sogni Proibiti” al Teatro Duse

sogni proibitiUna commedia che ricorda i personaggi pirandelliani, dove l’identità viene spesso confusa e dove non si percepisce se è sogno o realtà. E proprio il titolo che scaturisce questa confusione: “Sogni proibiti ” in scena al Teatro Duse scritto da Alessandro Londei, che ne cura anche la regia, e Brunella Caronti. Lo spettacolo  è in scena dal 30 gennaio a con Brunella Caronti, Silvia Catalano, PierLuigi Licenziato, Alessandro Londei e Alberto Mosca.
Una commedia dove una serie di vicissitudini diventano il delirio di un uomo,  in ogni singola scena diventa marionetta degli altri personaggi: protagonista Giacomo, un marito che tradisce la moglie con la cameriera Maria,dove a sua volta la moglie, Sofia, nota scrittrice, lo tradisce con il suo editore. Un’improvvisa partenza di Sofia negli States farà prendere la palla al balzo a Maria, nel confondere le idee a Giacomo, spacciandosi per sua moglie. Ma è davvero così o si tratta di un sogno? Forse Maria è davvero sua moglie e tutte le circostanze di tradimento è solo frutto di una fantasia che gioca nella perversione di un tradimento.
Così Giacomo convoca un suo compagno di scuola psicoanalista, che  cercherà di dare una mano nella stesura dei fatti.

Tuttavia  ogni volta che si  accendono le luci e Giacomo si sveglia, è in una sogno continuo: una volta in un ménage à trois tra Maria e Sofia, una volta amante di un poeta parigino, una volta persino in un ménage a trois bisex. Insomma tutto ciò che sembra proibito e surreale non va che aggravare la pazzia di Giacomo.
Ma Giacomo è davvero quello che è? Pensa davvero che come all’inizio della commedia che Sofia sia la moglie e Maria la cameriera? O forse Maria è una collega di lavoro? E l’editore, Lupo, è davvero l’editore o è un compagno?
Sogni che s’intrecciano all’infinito fino a confondere la mente umana, la profondità dell’animo umano che cede alle tentazioni. L’ironia di un quiz a premi surreale, farà capire al pubblico i personaggi nella realtà, tutto in una chiave onirica.
L’incipit che risulta classico di tradimenti, equivoci, macchinazioni e sconcerto dei protagonista è solo frutto della fantasia del protagonista? Le scienze psicologiche hanno da sempre tentato di stabilire un contatto tra realtà oggettiva, realtà soggettiva e costruzioni inconsce. A quanto pare, proprio queste ultime permettono di far affiorare le verità personali sepolte, siano esse paure o ossessioni, desideri o traumi profondi, con il linguaggio dell’allegoria e con il veicolo del sogno. Ad oggi, il meccanismo dei sogni onirici rimane uno dei misteri più sconosciuti e incompresi della scienza occidentale. Di essi, però, sappiamo affermare con sicurezza che favoriscono l’emersione di una personalità profonda della quale ignoriamo la potenza. E tra l’arpeggio di una chitarra che suona “Giochi proibiti” in perfetta sintonia con la commedia, possiamo solo che scoprire la verità….
Una buona interpretazione degli attori in particolar modo del protagonista e scrittore Alessandro Londei. In scena fino al 16 febbraio.

Teatro Duse
via Crema 8 – Roma
Giovedì, venerdì e sabato, ore 20.45
Domenica ore 17.45
Biglietti: Intero: 13€ Ridotto: 10€ (+ 2€ di tessera del Teatro Duse)
Info 06.70.30.59.76

Fabio Chiarini

Il teatro Trastevere ci racconta Frida Kahlo in “Una rondine dal Messico”

locandina Una rondine del messicoFrida Kahlo (1907-1954), simbolo dell’avanguardia artistica e dell’esuberanza della cultura messicana del Novecento viene ricordata al Teatro Trastevere dal 13 al 16 febbraio 2014.Maria Grazia Adamo interpreta quella che è stata ed è ancora una grande eroina messicana. Lo fa con un monologo scritto e diretto da Priscilla Giuliacci. Si tratta di un lavoro intimo e forte. Lo spettacolo anticipa la mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma dove, dal 20 marzo al 31 agosto, verranno esposte le opere di questa icona della cultura messicana. Sul palco del Teatro Trastevere, stretta al pubblico “Frida” si racconta, si lascia vedere.

Come il dolore che c’è nei suoi quadri, messo in mostra da qualche parte nel mondo, un dolore che si lascia osservare e sentire, ma con semplicità, senza voler essere, a tutti i costi compreso. Frida Kahlo non cercava un linguaggio che piacesse al pubblico, non cercava nulla in particolare, se non di esprimere, per sé stessa, tutto ciò che aveva dentro.

La vita e la sofferenza l’hanno nutrita, ingozzata a tal punto da far strabordare il vaso dell’anima. La sua simbologia non è fatta di sole e di luce; sangue, scheletri, chiodi, frecce, pilastri che si spezzano. Vita e morte si mescolano incessantemente, eppure ci trasmette tutta la gioia, la forza, il colore, la spiritualità, la devozione per la natura, la vita e l’amore.

La rondine di cui si racconta in questo spettacolo è senz’altro il mito, ma ancor più la Donna che ha camminato nelle pieghe più aride della terra, dimostrando ancora una volta che l’Arte si nutre soprattutto di quotidianità e di esperienza.

Trailer

http://www.youtube.com/watch?v=fXoatPbfdRM&feature=youtu.be

Una rondine dal Messico

Frida Kahlo

scritto e diretto Priscilla Giuliacci

con Maria Grazia Adamo

musiche Fabiana Galasso, Andrea Mastromattei

disegno luci Pietro Frascardo

mostra fotografica a cura di Giovanni Stella

scenografia Ilaria Rezzi, Priscilla Giuliacci, Alessandro Giuliacci

Teatro Trastevere

via Jacopa De Settesoli 3

dal 13 al 16 febbraio 2014

ore 21.00 domenica ore 18.00

Biglietti Intero 12.00 + 2.00; Ridotto 10.00 + 2.00

per info: 065814004 – 3395396728 – priscillainmovimento@gmail.cominfo@teatrotrastevere.it

FRIDA KAHLO.

BIOGRAFIA

Frida Kahlo è senza ombra di dubbio la pittrice messicana più famosa ed acclamata di tutti i tempi, diventata famosa anche per la sua vita tanto sfortunata quanto travagliata. Nata nel 1907, sostenne di essere nata nel 1910, “figlia” della rivoluzione messicana e del Messico moderno. La sua attività artistica troverà grande rivalutazione dopo la sua morte, in particolare in Europa con l’allestimento di numerose mostre.

Alla nascita Frida è affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiano per poliomielite, essendone affetta anche la sorella minore; fin dall’adolescenza manifesta talento artistico ed uno spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale. Da questo contesto nascerà il tema dell’autoritratto. Il primo che dipinge è per il suo amore adolescenziale, Alejandro. Nei suoi ritratti raffigura molto spesso gli aspetti drammatici della sua vita, il maggiore dei quali è il grave incidente di cui rimane vittima nel 1925 mentre viaggia su un autobus e a causa del quale riporta la frattura del bacino. I postumi di quell’incidente (un palo le avrebbe perforato il bacino e a causa delle ferite sarebbe stata sottoposta nel corso degli anni a trentadue interventi chirurgici) condizioneranno la sua salute per tutta la vita, ma non la sua tensione morale. Frida si dedica con passione alla pittura e nonostante il dolore fisico e psichico dei postumi dell’incidente, continua ad essere la ragazza ribelle, anticonformista e vivacissima che era stata prima. Dimessa dall’ospedale viene costretta a mesi di riposo nel suo letto di casa con il busto ingessato. Questa circostanza forzata la spinge a leggere tanti libri, molti dei quali sul movimento comunista, ed a dipingere. Il suo primo soggetto è il suo piede che riesce ad intravedere tra le lenzuola. Per sostenere questa passione i genitori le regalano un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, in modo che possa vedersi, e dei colori; è qui che inizia la serie di autoritratti. Dopo che le viene rimosso il gesso, Frida Kahlo recupera la capacità di camminare, nonostante i forti dolori che sopporterà e che la accompagneranno per tutti gli anni a venire.

Porta i suoi dipinti a Diego Rivera illustre pittore murale dell’epoca, per avere una sua critica. Rivera è un uomo alto, grasso, imponente, che va in giro con dei vecchi pantaloni, una camicia scialba, un vecchio cappello, ha un temperamento geniale, allegro, irruento, famoso per essere un grande conquistatore di donne bellissime e un comunista appassionato. Questi rimane colpito molto positivamente dallo stile moderno della giovane artista tanto che la avvicina alla sua ala e la introduce nella scena politica e culturale messicana.

Frida diventa un’attivista del partito comunista partecipando a molteplici manifestazioni e nel frattempo si innamora dell’uomo che diventa la sua “guida” professionale e di vita; nel 1929 sposa Diego RIvera- per lui è il terzo matrimonio – pur sapendo dei continui tradimenti di cui sarebbe stata vittima. Lei, dal canto suo, lo ripagherà allo stesso modo, anche con esperienze bisessuali.

In quegli anni al marito Rivera sono ordinati alcuni lavori negli USA, Nello stesso periodo in cui la coppia soggiorna a New York, Frida rimane incinta: a gravidanza inoltrata avrà un aborto spontaneo a causa dell’insufficienza del suo fisico a sopportare una gestazione. Questo accaduto la sconvolge molto tanto che decide di tornare in Messico con il marito. I due decidono di vivere in due case separate collegate da un ponte, in modo da avere ognuno i propri spazi “artistici”. Divorziano nel 1939 a causa del tradimento di Rivera con la sorella di Frida.

Non passa molto tempo e i due si riavvicinano; si risposano nel 1940 a San Francisco. Da lui assimila uno stile intenzionalmente “naïf” che porta Frida a dipingere piccoli autoritratti stimolati all’arte popolare e ai folclori precolombiani. Il suo obiettivo è di affermare in maniera inequivocabile la propria identità messicana ricorrendo a soggetti tratti dalle civiltà native.

L’afflizione maggiore dell’artista è quella di non aver avuto figli. Dell’appassionata (e all’epoca discussa) storia d’amore con Diego Rivera è testimone un diario personale di Frida Kahlo. Le cronache dicono che abbia avuto numerosi amanti, di ambo i sessi, con personaggi di spicco che non passano inosservati come il rivoluzionario russo Lev Trotsky ed il poeta André Breton. E’ molto amica e probabilmente amante di Tina Modotti, militante comunista e fotografa nel Messico degli anni Venti.

La vita e le opere della pittrice messicana Frida Kahlo esercitano un grandissimo fascino artistico e un forte impatto emotivo. Per alcuni questa artista coraggiosa sarà ricordata nei tempi come la più grande pittrice del Novecento.

Tre importanti esposizioni le sono dedicate nel 1938 a New York, nel 1939 a Parigi e nel 1953 a Città del Messico. L’anno successivo a quest’ultima mostra, il 13 luglio 1954, Frida Kahlo muore nella sua città natale. La sua abitazione di Coyoacán, la “Casa Azzurra”, meta di migliaia e migliaia di visitatori, è rimasta intatta, così come volle il marito. E’ una casa meravigliosa, semplice e bellissima, con muri colorati, luce e sole, piena di vita e di forza interiore come fu la sua proprietaria.

Il 21 giugno 2001 viene emesso un francobollo negli Stati Uniti che riporta l’effige di Frida Kahlo (scelta da un autoritratto eseguito nel 1933), il primo francobollo che ritrae una donna ispanica.