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Giuseppe Arnone torna con “Sono nato per volare” al Teatro Kopò

sono nato per volareDopo aver vinto il premio “Diritti in scena” con Il coraggio fa …90, Giuseppe Arnone ritorna dal 19 al 22 giugno al Teatro Kopó con uno spettacolo che ha registrato il tutto esaurito durante la stagione invernale: Sono nato per volare da lui scritto e interpretato.

Da grande voglio fare il pilota…sono nato per volare”. Vincenzo Diodato, 10 anni, siciliano che vive a Bologna e ha un sogno.

Lo spettacolo racconta, con leggerezza, quei giorni di Natale vissuti in famiglia, abbandonandosi all’odore della arancine e della caponata della nonna, alle favole raccontate dalla mamma. Uno spettacolo pieno di ritmo e passione, dolce e carnale allo stesso tempo.

Il dialetto siciliano è rapidamente comprensibile e familiare ed è probabilmente l’unico modo, così diretto, per farci sentire l’odore di quegli anni, attraverso le narici di un bambino che ha un sogno: quello di volare, con lo stesso aereo che gli è stato regalato nel natale del 1979.

Venerdì 20 giugno alle ore 18.00, prima dello spettacolo, gli spettatori potranno seguire, sul maxi schermo del Teatro, la partita dei Mondiali di calcio.

SONO NATO PER VOLARE

di e con Giuseppe Arnone

diretto da PTK

TEATRO KOPÓ

via Vestricio Spurinna 47/49

dal 19 al 22 giugno

aperitivo 20.00 spettacolo 21.00

venerdì 20 verrà trasmessa alle 18.00 la partita della Nazionale
Biglietti Intero 10.00 (aperitivo e spettacolo)
Per info 06.45.65.00.52 _ 
botteghino@teatrokopo.it

 

 

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Debutta al Teatro Nuovo Colosseo “Il Drago” di E. Schwarz

il drago 2È in scena da martedì 11 dicembre al Teatro Nuovo Colosseo di Roma Il Drago, uno dei testi più conosciuti di E. Schwarz. Lo spettacolo diretto da Beatrice Gregorini vede sul palco, finoal 16 dicembre, Giuseppe Santilli, Francesco Bauco, Claudio Zarlocchi, Francesca Petretto, Alessandra Chiappa, Giuseppe Arnone, Arianna Adriani, Mario Sechi.

Il drago è una fiaba filosofica- politica di Schwarz, egli cominciò a scriverla prima ancora dell’inizio della seconda guerra mondiale, quando, a causa dei complessi rapporti diplomatici allora intercorrenti tra l’Urss e la Germania, non era possibile all’Autore sovietico un aperto intervento teatrale contro il mostro di cui egli sentiva l’odiosa minaccia: il nazismo.

Per ogni favola che si rispetti non può mancare il “C’era una volta..”, il drago, la fanciulla da liberare e il cavaliere pronto a salvare il popolo sottomesso a un tiranno e la vita della ragazza.

Da più di quattrocento anni in una piccola città abitata da gente buona, semplice e tranquilla, vive un drago con tre teste. Un vero e proprio tiranno che, con la collaborazione di ministri, intendenti, generali e segretari, sottomette il popolo. È passato tanto di quel tempo che, per la popolazione, il tiranno non rappresenta più un incubo.
Il popolo, ormai, è incapace di ribellarsi. Tutti sono convinti che il sovrano è buono tanto da amarlo e accettarlo..
Inoltre, per soddisfare le proprie voglie, ogni anno il drago prende in sposa la più bella delle fanciulle ma, al primo abbraccio, queste muoiono Quell’anno tocca alla cara e timida Elsa, figlia dell’archivista. È il bel Lancillotto che affronta il mostro e liberare la città. Anche questa volta tutti vissero felici e contenti o c’è di peggio alle porte della città?

NOTE DI REGIA

L’ attuale edizione de Il drago valorizza l’aspetto fantastico dell’opera con un allestimento originale e creativo…siamo in un mondo di personaggi e luoghi surreali. Scatola scenica bianca, impressioni pastello. Sulla scena quasi bidimensionale e onirica si muovono i personaggi della città: hanno la pelle color lillà, testa a punta o piatta, costretti in camici, indossati al contrario, a ricordare le camicie di forza dei “pazzi”, imprigionati, alienati allo slancio vitale, alla libertà. Anch’ essi bidimensionali, inconsistenti, come la scena, una gabbia bianca, realizzata in plastica trasparente.
I video realizzati sul tema degli elementi naturali: acqua, aria, terra, fuoco, stanno a sottolineare le forze del bene, espresse dall’eroe Lancillotto che filosoficamente vede il male come allontanamento dalla natura. Il mondo si lamenta e soffre perché l’uomo soffre e, fuggendo dalla natura, fugge dalla propria “natura” come essenza e libertà.
Politicamente la decodificazione della fiaba appare chiara: il drago rappresenta il nazifascismo, Lancillotto l’umanità socialista e il borgomastro il capitalismo. “Se tagli in due un corpo l’uomo crepa, ma se spezzi un’anima diventa docile e
sottomessa” dice il drago. Il mostro, l’oppressore, che toglie libertà, amore, vita agli uomini, forse va ucciso prima di
tutto dentro di noi. Riconoscerlo, combatterlo, come fa il prode Lancillotto nel suo ostinato amore per l’umanità, induce ad un umanesimo che diventa ai nostri giorni una prospettiva sempre più necessaria.
Lo spettacolo ha i toni leggeri della favola, una giostra di colori, gioco, fantasia, ma anche tanta ironia…nella metafora cruda della società umana.

Il drago

Di E. Schwarz

con
Giuseppe Santilli – Il Drago
Francesco Bauco – Lancillotto
Claudio Zarlocchi – Il Gatto
Francesca Petretto – Elsa
Alessandra Chiappa – Borgomastro
Giuseppe Arnone – Heinrich
Arianna Adriani – Signora Charlemagne
Mario Sechi – Sentinella-Asinaio-Servitore
E con la partecipazione della piccola Alessandra De La Fortuna Sciveres

Regia – Beatrice Gregorini
Costumi – Giuseppe Santilli
Scene – Marianna Sciveres
Regia Video – Flavio Parente
Make Up Artist – Valentina Sarti Magi
Coreografie – Marica Gallo
Direzione Tecnica – Angelo Ugazzi
Assistente Regia – Eugenia Cortese
Ufficio Stampa – Rocchina Ceglia

Teatro Nuovo Colosseo
via Capo d’Africa 21
dall’11 al 16 dicembre 2012
da martedì al sabato ore 21.00
domenica ore 17.00
Biglietti. 12 euro. Tessera 3 euro
Per info e prenotazioni.067004932