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Eterna-mente, esposizione di Alberto Magrin a Villa Borghese

Verrà inaugurato oggi, presso Villa Borghese,ETERNA-MENTE, ‘il legame tra arte, politica, scienza e religione’di Alberto Magrin.
Lo studio delle virtutes morali della romanità classica e loro promozione nella vita culturale, civica e politica attuale. L’approfondimento e la divulgazione della storia di Roma, dell’Italia, dell’occidente e dell’oriente, con specifico riferimento all’età antica. L’organizzazione di un evento artistico volto ad analizzare l’attuale contesto civile, sociale, economico e politico. La promozione della partecipazione del cittadino alla vita pubblica, secondo lo spirito del mos maiorvm e del cvrsvs honorvm romano. ‘Civis Romanvs’ rinasce come opera di protesta per unire quanti amano la storia dell’Italia, di Roma oltre alla storia di tutti i grandi imperi del passato volendo comprendere più a fondo le ragioni della loro grandezza e della loro unicità, non limitandosi alla conoscenza superficiale delle singole vicende storiche, ma approfondendo le ragioni più autenticamente etiche e morali che le hanno originate. Non si può spiegare il successo di Roma, la sua capacità organizzativa e di adattamento e la sua tenacia nel conseguire successi militari, se non comprendiamo la natura profondamente spirituale e religiosa della sua vita civica e politica. La sacralità del diritto e delle istituzioni repubblicane sono il vero lascito di Roma, veri oggetti di culto che hanno motivato quel sentimento di unicità e di missione storica che è stata alla base del loro dinamismo sociale, culturale, politico, diplomatico e militare. E’ importante far rinascere il ‘Civis Romanvs’ per il forte senso del sacro delle istituzioni, della comunità e della moralità pubblica che, in un’epoca di degrado dei mores della nostra classe dirigente, diventa fondamentale riscoprire. Il ‘Civis Romanvs’ acquisisce l’auctoritas attraverso la gravitas e la dignitas attraverso la pietas, ed è quello che bisogna riproporre con le attività culturali e formative, affinché concorrano alla formazione di una rinnovata società e di una rinnovata classe dirigente. La formazione politica dovrebbe intervenire, laddove i processi di socializzazione politica falliscono promuovendo un sapere ideologico finalizzato alla promozione di un modello di individuo e di collettività. Quindi è caratterizzata da un approccio alla conoscenza di tipo assiologico e alla realtà di tipo normativo, perché volta a dare una direttiva valoriale e comportamentale di un certo tipo ad individui, gruppi ed organizzazioni. Questo, non può avere i caratteri del “distacco” intellettuale che deve qualificare lo ‘scienziato politico’, la cui conoscenza dei sistemi politici deve essere fondata su un approccio scientifico, anche se sappiamo che questo “approccio”, nelle scienze sociali e non solo, è solo presunto. Si può dire che mentre la formazione politica si propone finalità di orientamento e cambiamento della società, la scienza politica, si propone finalità di studio e di ricerca. Quindi il loro rapporto è mediato dal differente approccio con cui essi studiano e intervengono sulla medesima materia: la società e il suo sistema politico. I valori della Roma repubblicana hanno carattere sovrastorico, sovranazionale e sovraideologico. Possono fungere non solo da collante per una rinnovata unità d’Italia ma anche per una rinnovata integrazione europea nonchè mondiale. In merito, Boris Johnson, attuale sindaco di Londra, in un suo recente saggio, “il sogno di Roma”, ha invitato gli europei a prendere esempio dai romani, se vogliono arrivare ad una effettiva integrazione politica, perché sono stati i primi ad avere unificato con successo l’Europa, almeno per gran parte. Questo perché i romani erano caratterizzati da un forte senso delle istituzioni e da valori cosmopoliti che contrastavano sufficientemente qualsiasi tendenza etnico territoriale. Non è un caso che Roma è vista come un’esperienza storica di unificazione di popoli e culture, anche antitetiche e lontane tra loro, di grande successo. Questo perché: le istituzioni repubblicane, con il suo sistema “severo” di formazione e selezione della classe dirigente; il diritto con la centralità e la superiorità della lex; le libertà politiche, religiose ed economiche; i valori civici di onestà, industriosità e frugalità, hanno tutti favorito le condizioni di un’espansione territoriale, strettamente legato a riusciti processi di integrazione multietnica e multiculturale, che non ha eguali nella storia e che oggi rappresentano l’unico modello di riferimento che si ha per fare fronte alle sfide e alle difficoltà dell’attuale contesto mondiale globalizzato. Insomma: possiamo trarre dall’esperienza romana insegnamenti ancora molto validi oggi, utili per risolvere gli odierni conflitti, e non è un caso che su questa straordinaria esperienza storica si sono accesi interessi anche in ambienti culturali ed intellettuali non occidentali. Uno sguardo al futuro: quale innovazione portare alla politica. Cicerone diceva che: “la fortuna di ogni Stato dipende dalla natura delle sue leggi e dai costumi dei suoi capi”. Se vogliamo bene al nostro paese, all’Europa ed al mondo intero, dobbiamo far sì che tutti gli Stati siano retti da buone leggi e da buoni capi per poter creare un giorno non tanto lontano quelli che potremo chiamare gli ‘Stati Uniti del Mondo’ per poterci allontanare con la forza dell’unione da tutti i conflitti bellici ed economici. Quindi non possiamo essere indifferenti rispetto a quello che succede a casa nostra e nel mondo. La selezione della classe dirigente diventa un aspetto dirimente che non deve essere assolutamente trascurato e questo i romani lo sapevano bene, ecco perché prestavano molta attenzione alla formazione morale del candidato, al suo senso del dovere verso lo Stato e la comunità, insomma, verso la res publica, la cosa del popolo, che per Cicerone “non è ogni aggregazione di gente, ma l’unione di una moltitudine stretta in società dal sentimento del diritto e dalla condivisione dell’utile collettivo.” Per questa ragione l’assunzione del potere politico a Roma era fortemente regolato, perché solo in questo modo, con la gradualità degli incarichi, ci si assicurava dell’eticità degli eletti. Come il ‘Civis Romanvs’ vogliamo affermare gli stessi principi alla base della res publica romana: elettività, progressione, rotazione e fine mandato degli incarichi. Basta con il professionismo politico, vero cancro del Paese, che spinge i leader politici a favorire i propri blocchi di potere per garantirsi a vita un seggio. La riproduzione di questi principi nell’attuale sistema politico rappresenterebbe quell’innovazione di cui il nostro Paese avrebbe bisogno. La creazione di un confine, di un limite e di un periodo di staticità dipendono dall’uomo, dal suo libero arbitrio. Il legame tra uomo e Dio permette all’uomo stesso di abbatterli quanto e come il legame tra materia e spirito permette all’uomo di creare un cambiamento. Attraverso tale legame l’opera d’arte ‘Civis Romanvs’ è un’opera che esiste in un luogo indefinto, per uno Stato indefinito rimanendo un’opera soggettiva di un evento che esiste solo e soltanto nella mente dell’artista collegato a tutta l’umanità attraverso il senso oggettivo della creazione. Connettere relativo ad assoluto significa abbattere i confini spazio temporali della vita vissuta e della vita sperata. Come la morte rappresenta il temporaneo, la vita rappresenta l’eterno. L’unione tra vita e morte può essere paragonato all’unione tra infinito e confine. Come le infiniti connessioni del cervello (l’eterna-mente) permettono all’uomo di accedere all’assoluto ed al senso di eterno, la mancanza dell’utilizzo di questo immenso strumento nega l’accesso dell’uomo alla fede ed all’equilibrio. Il puro amore verso la vita domina e vince sulla morte attraverso la creatività del proprio spirito intelligente (vedi alcune tradizioni orientali ed occidentali in cui si festeggia e si deride il passaggio a ‘miglior vita’ o come il pensiero di alcuni grandi imperatori della storia ed illuminate menti del passato che parlavano dell’inesistenza della morte). L’unione tra lo scibile umano: tra arte, politica, scienza e religione permetterà all’uomo di ottenere la propria libertà interiore sia individuale che collettiva nonchè quell’equilibrio sociale che viene meno con qualsiasi scissione da ognuno di questi quattro elementi naturali e soprannaturali. Essendo le leggi sopra citate come ogni loro istituzione inseparabili l’una dall’altra il senso fortemente simbolico del ‘Civis Romanvs’ è quel legante che potrebbe migliorare la ricerca, la crescita e l’evoluzione dell’umanità.