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Estate al Teatro Kopò: la stagione teatrale tra aperitivi e partite dei mondiali

MaturinaPrende il via il 13 giugno la stagione teatrale estiva del Teatro Kopó di Roma con sei imperdibili appuntamenti che coloreranno le sere dell’estate romana. Un’ampia varietà di spettacoli in cartellone, con l’avvicendarsi di diverse compagnie che saranno in scena da metà giugno fino alla fine di luglio.

Il debutto è affidato a Patrizia La Fonte, che dal 13 al 15 giugno, porta in scena lo spettacolo “Maturina Fantesca”. Domestica erede di Leonardo da Vinci per “due ducati e due vestiti”, Maturina è realmente esistita e viene citata nel testamento di Leonardo, ma di lei si sa poco o nulla. Perciò la si immagina semplice, a volte comicamente ingenua, ma saggia e abile, che ha una propria idea su cose e persone e non mancherà di raccontarle al pubblico nel suo monologo, svelando anche molti aspetti della personalità del Maestro.

Dal 19 al 22 giugno sarà in scena una produzione del Teatro Kopò: “Sono nato per volare” spettacolo diretto e interpretato da Giuseppe Arnone.Vincenzo Diodato, bambino di 10 anni siciliano che vive a Bologna, racconta, con passione e nel suo dialetto siciliano, familiare e comprensibile, il suo grande sogno. Abbandonandosi ai sapori e agli odori delle arancine e della caponata preparate dalla nonna e al suono delle favole raccontate dalla mamma, Vincenzo fa vivere allo spettatore il suo sogno: volare con lo stesso aereo che gli è stato regalato quel natale del 1979.

Dal 26 al 29 giugno è la volta di una commedia musicale romana. “La storia de Giulietto, Marisa e della mano in chiesa”, per la regia di Mauro Simone, di e con Elisabetta Tulli. Lo spettacolo racconta la Roma degli anni ’50, dove Marisa, la protagonista, nel tentativo di opporsi al matrimonio combinato con Giulietto, il pizzicarolo del quartiere, trova l’amore vero. Tra racconti, scherzi e fraintendimenti, non mancheranno le più celebri canzoni della musica romana che accompagneranno la storia.

La prima settimana di luglio vede protagonisti in scena la Compagnia del Nano Egidio che, il 2 e il 3 luglio, presenterà la prima stagione di Nano Egidio, ovvero lo spettacolo “Nano Egidio Season One” e dal 4 al 6 luglio darà vita alla seconda stagione, Nano Egidio Season Two”.Quella di Nano Egidio è una serie come quelle che si vedono in Tv, solo è che in teatro. Nello specifico la prima stagione – Season One -pone le sue basi su tre elementi fondanti: i miti, il gioco e i telefilm. Lo spettacolo è modulare e prende di mira i linguaggi delle serie televisive, riorganizzandoli in un format teatrale dalla profonda verve comica. Vengono mescolati sketch, teatro di figura, comicità di situazione in un format che si articola in più episodi: “Un c.a.s.o. piccolo piccolo”; “Dottor Dotto Anatomy” e “Romanzi criminali”. La Season Two ci porta esattamente ad un anno dopo le vicende narrate nella prima stagione. Nano Egidio farà scoprire allo spettatore che il “..vissero tutti felici e contenti” è una bugia, un’illusione, una frase dice quando si è stanchi di raccontare una fiaba.Criminalità, violenze, politici corrotti, droga, rapine fanno il brutto e il bruttissimo tempo, Nano Egidio e tutta l’allegra combriccola avrà il suo bel da farsi.

Dal 17 al 20 luglio sarà la volta della Compagnia Alibi di Lecce, che presenterà “Ciò che vide il maggiordomo” di Joe Orton.
Lo studio dello psicanalista – il dottor Pentice – si trasforma in uno spazio teatrale per una serie di situazioni “piccanti” e imbarazzanti, dando vita ad una farsa dal ritmo sferzante e graffiante e mettendo a nudo l’ipocrisia della borghesia degli anni sessanta.

Chiude la stagione estiva la Compagnia Teatro Parpignol di Reggio Emilia, che dal 25 al 27 luglio porta in scena “Madamoiselle Papillon” di Stefano Benni. Rose, la protagonista, è una ragazza curiosa e introversa. Vive in campagna catalogando rose e farfalle, nel suo mondo semplice e innocente. Attorno a lei tre strani personaggi “viscidi, corrotti e senza scrupoli” che tenteranno di corrompere la sua purezza. Lo spettacolo lascia lo spettatore fra sogno e realtà e dà spunti di riflessione sulla società attuale e sulle sue contraddizioni più intime e laceranti.

TEATRO KOPÓ

via Vestricio Spurinna 47/49
Per info 06.45.65.00.52

botteghino@teatrokopo.it

http://www.teatrokopo.it

In scena Zitto e Non per vantarmi ma avevo capito tutti a Villa Mercede

locandinazitto&nonpervantarmiHanno incantato pubblico e critica durante la stagione invernale 2013/2014 ed ora i due spettacoli prodotti dalla Capsa Service hanno superato le selezioni per il Roma Fringe  Festival.

Dal 15 al 20 giugno 2014, Non per vantarmi ma avevo capito tutto scritto da Massimo Mirani e Daria Veronese e Zitto di Giovanni Giudice e Mariano Riccio con il riadattamento del testo di Andrea Alessio Cavarretta, sono in scena sul palco della più grande vetrina nazionale ed internazionale del Teatro Indipendente.

Kirolandia corrente culturale accompagna entrambi gli spettacoli in qualità di media partner.

 

Si parte domenica 15 giugno con Non per vantarmi ma avevo capito tutto, un uomo avanti. Lo spettacolo, che sarà in scena anche martedì 17 e mercoledì 18 giugno, vede sul palco Massimo Mirani diretto da Daria Veronese.

Uno spettacolo intenso che ricorda un uomo che ha segnato la storia dell’Italia: Pier Paolo Pasolini. Un uomo sul quale sono state scritte pagine di critiche ed elogi, amato e odiato, seguito ed isolato. Cosa aggiungere, quindi, dopo quasi quarant’anni dalla sua morte, ancora oggi avvolta da una nebbia di misteri?

Massimo Mirani e Daria Veronese danno una loro visione raccontandolo come, forse, i suoi contemporanei lo vedevano, alternando il piano soggettivo a quello oggettivo. Un monologo interpretato da Massimo Mirani, arricchito dalle musiche originali di Aurelio Rizzuti, e dai video di Massimo Sugoni, che parla di Pasolini in maniera diversa rispetto a chi lo ha conosciuto in quegli anni. Pasolini ha lasciato opere poetiche struggenti, ma anche scandalose e complesse e che ha evidenziato ed accentuato la propria ribellione verso una società che negava alcuni dei più importanti bisogni dell’essere umano” spiega Daria Veronese regista dello spettacolo.

Lunedì 16, giovedì 19 e venerdì 20 giugno sarà la volta di Zitto lo spettacolo già finalista del Premio Millelire dello scorso gennaio. Scritto da Giovanni Giudice e Mariano Riccio, riadattato da Andrea Alessio Cavarretta e diretto da Daria Veronese, Zitto mette in scena la lotta tra irreale e reale. Il primo può generare  orrore e sgomento, frutto di una immaginazione influenzabile; il secondo  genera senza ombra di dubbio l’angoscia più forte, in quanto consapevolezza della infima malignità insita in ognuno di noi. Ipocrisie, menzogne, perversioni. Il peccato. Il Male. Quel Male che ci appartiene da sempre. Tutto ciò che è già avvenuto, accadrà ancora. Tutto ciò che è successo in passato, succederà anche in futuro.  In Zitto, all’improvviso, chiunque può ritrovarsi per un insolito scherzo del destino catapultato nell’oblio dell’inferno. Una storia al limite estremo della perversità dove carnefici e vittime convivono in un inconsapevole gioco tra la vita e la morte. Zitto diventa, quindi, un imperativo, una supplica, un tentativo vano, ma soprattutto un grido o una richiesta che urla sottovoce.

 

Non per vantarmi ma avevo capito tutto… un uomo avanti

scritto da Massimo Mirani e Daria Veronese

regia Daria Veronese

con Massimo Mirani

disegno luci e video Massimo Sugoni

musiche originali Aurelio Rizzuti

15 giugno 2014 – 20.30 palco b

17 giugno 2014 – 23.30 palco b

18 giugno 2014 – 22.00 palco b

Villa Mercede, via Tiburtina 113

 

Zitto

di e con Giovanni Giudice, Mariano Riccio

riadattamento testo Andrea Alessio Cavarretta

Musiche originali Marco Pupa

Disegno luci e fonica  Massimo Sugoni

Regia Daria Veronese

16 giugno 2014 – 22.00

19 giugno 2014 – 23.30

20 giugno 2014 – 20.30

Villa Mercede, via Tiburtina 113

1 Convegno Nazionale di Spazio Asperger ONLUS: tutti i colori dello spettro

tutti i coloriSi svolgerà a Roma dal 13 al 15 giugno 2014 presso il Teatro San Paolo, “Tutti i colori dello spettro – Nuove Prospettive di intervento per la nuova definizione diagnostica di Spettro Autistico”. Il Primo Convegno Nazionale organizzato da Spazio Asperger ONLUS,patrocinato dall’Istituto Superiore di Sanità, l’Ordine degli Psicologi del Lazio, la Società Italiana di Psichiatria, l’Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva (AIAMC) e altre altre società scientifiche e di professionisti, ha come obiettivo quello di condividere e formare i professionisti rispetto alla nuova definizione diagnostica di Disturbi dello Spettro Autistico presente nel DSM-5 alla luce della ricerca in campo biologico, medico, terapeutico ed educativo.


Presieduta dal dott. Davide Moscone, la Spazio Asperger Onlus, vuole dare risalto alle nuove scoperte relative agli aspetti socio-comunicativi e sensoriali e ai nuovi approcci terapeutici. Durante il convegno, al quale parteciperanno 17 relatori tra psichiatri, neuropsichiatri, neuroscienziati, psicologi, pedagogisti, si spazierà dalle forme più gravi a quelle più lievi di autismo. Verranno descritti i diversi sottogruppi clinicamente significativi e lo sviluppo dell’autismo nel corso della vita. Una tre giorni di approfondimento che nasce dal bisogno di adattare gli approcci terapeutici alle necessità cliniche che emergono dai cambiamenti legati alla nuova definizione di diagnostica di Disturbi dello Spettro Autistico. Si vuole, inoltre, individuare e formare professionalità che sappiano dialogare tra loro. Partendo dalla nuova definizione dello Spettro Autistico, presentata dal DSM-5, ci si focalizzerà sugli aspetti socio comunicativi come il linguaggio non-verbale e sui comportamenti ristretti e ripetitivi come quelli sensoriali e l’ansia. Si parlerà della diagnosi di Autismo lieve e Sindrome di Asperger spiegando gli strumenti e le difficoltà che si incontrano nel processo diagnostico per poi offrire le indicazioni per gli interventi psicoterapeutici adeguati ad un adulto. Inoltre le comorbidità come ansia, DOC, ADHD, DCA, depressione, fobia sociale che rappresentano i disturbi maggiori delle persone asperger, saranno al centro del convegno.

All’evento, inoltre, non mancheranno le testimonianze di adulti con autismo lieve e Sindrome di Asperger. Prenderanno parte, poi, Tiziana Zalla, dirigente di ricerca in neuroscienze del CNRS francese e Scuola Normale di Parigi e Sophie Robert, autrice del documentario Le Mur. Anche l’arte nella forma cinematografica e teatrale saranno parti importanti del convegno. Oltre che alla proiezione del documentario Le Mur, film denuncia di Sophie Robert che racconta le storie di psicoanalisi francese alle prese con l´autismo, dal 13 al 15 giugno sarà in scena lo spettacolo teatrale Temple Grandin: il mondo ha bisogno di tutti i tipi di mente scritto daValentina Fratini e diretto da Claudio Zarlocchi.

Il dottor Davide Moscone presidente della Spazio Asperger Onlus spiega:

“Il convegno rappresenta un importante momento di riflessione e confronto su come diagnosticare le persone con Autismo Lieve e Sindrome di Asperger, specialmente in riferimento agli adulti che non sono stati riconosciuti nell’infanzia. Inoltre verranno presentati interventi, indicati come efficaci dalla letteratura scientifica internazionale per lo Spettro Autistico Lieve, ma che in Italia non sono ancora stati utilizzati e adattati per questa popolazione, ma solo per quella tipica.

Nel programma abbiamo inserito alcune testimonianze di persone asperger adulte e di famigliari che sono davvero intense a livello umano e che offrono un punto di vista interno essenziale per un intervento clinico efficacie e rispettoso della diversità”.

 

1° CONVEGNO NAZIONALE di Spazio Asperger Onlus

TUTTI I COLORI DELLO SPETTRO”

Nuove Prospettive di intervento per la nuova definizione diagnostica di Spettro Autistico

13 – 14 – 15 GIUGNO 2014

Teatro San Paolo

Via Ostiense 190

per info www.spazioasperger.it

 

Roma Fringe Festival a Villa Mercede

ED foto 1_ Fringe FestivalDue fratelli, un rapporto profondo e antico che segnerà il loro destino e quello della loro dinastia. È ispirato al Re Lear di William Shakespeare lo spettacolo ED di AlbAli TeAtri in scena il 16, 18 e 20 Giugno al Roma Fringe Festival, sul Palco C di Villa Mercede in via Tiburtina, 113-115.

ED è un’indagine sulle figure dei figli del Conte di Gloucester, Edgar ed Edmund, sulle motivazioni e sui sentimenti che hanno portato quest’ultimo, figlio illegittimo del Conte, all’odio nei confronti del fratellastro e all’ideazione della disfatta della dinastia dei Lear.

Nel testo di Shakespeare “la gelosia che un fratello può avere verso un altro fratello” è il motore di uno stato emotivo che diventa avidità, arrivismo e superbia e che porterà alla morte dell’uno per mano dell’altro. Edmund ed Edgar diventano il paradigma di tutti i fratelli della storia: Caino e Abele, Eteocle e Polinice, Seth e Osiride, Romolo e Remo.

Gli intrighi di Edmund sono lo spunto per riflettere sul rapporto dei due protagonisti e sul concetto di illegittimità. ED rappresenta anche, con ironia e divertimento, il paradigma contemporaneo dell’essere fratelli. La gelosia e la superbia antiche si trasformano in gioco e in provocazione dando vita a due personaggi istrionici e amari. Edmund ed Edgar non sono fratelli, sono figli dello stesso padre.

Lo spettacolo ED di AlbAli TeAtri è sul Palco C del Roma Fringe Festival lunedì 16 giugno (alle 22.00), mercoledì 18 giugno (alle 23.30) e venerdì 20 giugno (alle 20.30).

 

Nato da un progetto di ricerca teatrale basato sull’incontro di giovani forze creative e sull’intersezione di diverse strade artistiche (teatro, musica e arti visive), ED è stato prodotto nel Giugno 2013 con il sostegno di “Festival Artindipendenti 2013”–Ex Snia Viscosa–Roma e rappresentato nell’ambito del circuito della “Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea” presso il Teatro di Tor Bella Monaca di Roma.

 

ED di AlbAli TeAtri

Regia: Francesco Prudente

Con: Bruno Ricci e Angelo Rizzo

Drammaturgia: Francesco Prudente, Alice Fratarcangeli, Rossella Della Vecchia, Chiara Matera

Musiche originali e sonorizzazioni: Aron Carlocchia

Consulenza artistica: Rossella Della Vecchia

Aiuto regia: Alice Fratarcangeli

 

Pagina Facebook: www.facebook.com/EDspettacolo

Video: www.youtube.com/watch?v=1-CD7vS-g7Y

 

 

Roma Fringe Festival 2014

Villa Mercede – Via Tiburtina, 113-115 (Zona San Lorenzo) – Roma

PALCO C

16 Giugno ore 22.00

18 Giugno ore 23.30

20 Giugno ore 20.30

Biglietto: 5.00 €

L’ingresso al Roma Fringe Festival è gratuito

Per info, prevendite e programma: www.romafringefestival.it

 

Tango a teatro. Memorie di un tanguero al Teatro visibile

tangueroUna storia d’amore e tradimento alla ricerca del perdono. Memorie di un tanguero, lo spettacolo scritto e diretto da Fabiana Fusaro che si terrà domenica 2 marzo 2014 al Teatro Visibile di Roma alle ore 17.30, parte dal ritrovamento di alcune lettere che man mano sveleranno i segreti nascosti di una famiglia.

In Memorie di un tanguero si intrecciano storie di artisti importanti tra la Parigi di inizio 900, Buenos Aires nell’epoca d’oro e l’attualità nelle Milonghe romane.Un mix di suspance, romanticismo, ironia. L’opera è liberamente ispirata alla storia di Flora Rodriguez e Alfredo Gobbi che assieme ad Ángel Villoldo sono tra i fautori dell’esportazione del tango argentino in Europa all’inizio del Novecento.


A rendere più suggestivo lo spettacolo interverranno le note del piano, del flauto e del bandonèon, eseguite dal vivo trio Omega Tango diretto da Mariano Navone. Al lavoro parteciperanno i maestriFabiana Fusaro, Claudia Fusillo, Laura Grandi, Claudio Jurman, Adriano Mauriello, Mariano Navone con la partecipazione di alcuni allievi dell’Artetoiles di Fabiana Fusaro con Emanuele Zangara e alcuni allievi della scuola Starlette di Claudia Fusillo.
Memorie di un tanguero, dunque, abbraccia tutte le discipline. Il ballo si mescola alla recitazione (la voce fuori campo è dell’attore professionista Giorgio Carosi), al canto e alla musica dal vivo.

MEMORIE DI UN TANGUERO

scritto e diretto da Fabiana Fusaro

con Fabiana Fusaro, Claudia Fusillo, Laura Grandi, Claudio Jurman, Adriano Mauriello, Mariano Navone

TEATRO VISIBILE

Via dei Crispolti 142 – Roma

2 marzo 2014 – ore 17.30

Per l’acquisto dei biglietti contattare il 3397429160 oppure invare una mail a fabianafusaro@yahoo.it Biglietti 12.00 euro

San Valentino tra Moda e Poesia: Terrazza Monti incontra l’autore Fabio Chiarini

diversamente MontiINCONTRO CON

Fabio Chiarini autore di

diversamente Angeli – Strangely Angels”

Mercoledì 12 febbraio 2014

Terrazza Monti via Leonina 37 Roma – ore 18.30

Continuano gli incontri con Fabio Chiarini. In occasione di San Valentino altre due presentazioni per l’autore di “diversamente Angeli” prima della tournèe in Europa

Mercoledì 12 febbraio alle ore 18.30 presso la Terrazza Monti di via Leonina a Roma Fabio Chiarini incontra il pubblico per parlare del suo primo libro di poesie, “diversamente Angeli – Strangely Angels”edito da Millelire.org. La presentazione del libro sarà curata da Marcella Sullo, giornalista Rai, e Andrea Alessio Cavaretta direttore del portale di cooperazione culturale Kirolandia che daranno vita “a un incontro onirico e sui generis” così come spiegano i due relatoriLe foto del primo appuntamento saranno a cura di Ilaria Morelli.

diversamente Angeli” è una raccolta di poesie, scritte in italiano con testo a fronte in inglese, che mette al centro l’amore, quello proibito, la delusione, l’abbandono, la solitudine e la dannazione.

Temi forti, importanti trattati nei versi utilizzando due figure contrapposte, come il bianco e il nero. Il giovane autore ci mostra due tipi di angeli maledetti: uno, che alla fine si rivela essere un demone, rispecchia la fine di un amore, l’abbandono; l’altro, invece, rappresenta l’unione tra due anime dannate perché, al di fuori della loro intimità, non vengono comprese e accettate. Il loro amore non viene capito dal resto del mondo, anzi, viene considerato sbagliato solo perché è apparentemente “diverso” da quello che viene raccontato nelle fiabe.

Con un linguaggio informale, riflessivo, ricco di aggettivi, similitudini e metafore l’autore mette in luce la situazione disagevole che dell’omosessualità. Chiarini nel suo “Diversamente angeli” narra di uomini e donne costretti a vivere il proprio orientamento sessuale condizionati dai canoni che la società e la religione gli detta.

Angeli maledetti

Siamo angeli maledetti,

che la gente pensi che sia un amore dannato

solo tu ed io

siamo a conoscenza della purezza

dei nostri baci,

dei nostri sguardi,

dei nostri abbracci,

rovinati dagli sguardi inorriditi della gente.

Seppur maledetti

io e te

siamo due angeli.

Biografia e opereFabio Chiarini, nato nel 1985, ha un incondizionato desiderio di scrivere e di viaggiare. Inizia con i concorsi letterari a partire dai 17 anni, classificandosi al secondo posto nel concorso letterario “Segnali di Fumo” nel 2004. Successivamente è inserito nella collana Coccinelle di Edigiò editore nel 2007 e in occasione dei 150 anni dell’Unione d’Italia nel 2011, viene pubblicato un racconto intitolato “Arrivederci Roma” nel libro “Buongiorno Italia”. Cura esposizioni fotografiche su Parigi, Roma e Londra. Laureato in Lingue straniere inizia la carriera da giornalista per portali italiani, inglesi e cinesi. Il binomio lingue straniere e giornalismo lo porta a lavorare a Parigi per la Corte d’Appello francese come giornalista interno e traduttore italiano del sito internet del Palazzo di Giustizia. Ama viaggiare, per questo iil suo blog, tradotto in 16 lingue straniere ed è diffuso a livello internazionale. Questo è il suo primo libro di poesie personale.

DIVERSAMENTE ANGELI – STRANGELY ANGELS

di Fabio Chiarini

Millelire Editore

Euro. 12,00

Pag. 96 

MERCOLEDÌ 12 FEBBRAIO

TERRAZZA MONTI Via Leonina 37 Roma ore 18.30

Il teatro Trastevere ci racconta Frida Kahlo in “Una rondine dal Messico”

locandina Una rondine del messicoFrida Kahlo (1907-1954), simbolo dell’avanguardia artistica e dell’esuberanza della cultura messicana del Novecento viene ricordata al Teatro Trastevere dal 13 al 16 febbraio 2014.Maria Grazia Adamo interpreta quella che è stata ed è ancora una grande eroina messicana. Lo fa con un monologo scritto e diretto da Priscilla Giuliacci. Si tratta di un lavoro intimo e forte. Lo spettacolo anticipa la mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma dove, dal 20 marzo al 31 agosto, verranno esposte le opere di questa icona della cultura messicana. Sul palco del Teatro Trastevere, stretta al pubblico “Frida” si racconta, si lascia vedere.

Come il dolore che c’è nei suoi quadri, messo in mostra da qualche parte nel mondo, un dolore che si lascia osservare e sentire, ma con semplicità, senza voler essere, a tutti i costi compreso. Frida Kahlo non cercava un linguaggio che piacesse al pubblico, non cercava nulla in particolare, se non di esprimere, per sé stessa, tutto ciò che aveva dentro.

La vita e la sofferenza l’hanno nutrita, ingozzata a tal punto da far strabordare il vaso dell’anima. La sua simbologia non è fatta di sole e di luce; sangue, scheletri, chiodi, frecce, pilastri che si spezzano. Vita e morte si mescolano incessantemente, eppure ci trasmette tutta la gioia, la forza, il colore, la spiritualità, la devozione per la natura, la vita e l’amore.

La rondine di cui si racconta in questo spettacolo è senz’altro il mito, ma ancor più la Donna che ha camminato nelle pieghe più aride della terra, dimostrando ancora una volta che l’Arte si nutre soprattutto di quotidianità e di esperienza.

Trailer

http://www.youtube.com/watch?v=fXoatPbfdRM&feature=youtu.be

Una rondine dal Messico

Frida Kahlo

scritto e diretto Priscilla Giuliacci

con Maria Grazia Adamo

musiche Fabiana Galasso, Andrea Mastromattei

disegno luci Pietro Frascardo

mostra fotografica a cura di Giovanni Stella

scenografia Ilaria Rezzi, Priscilla Giuliacci, Alessandro Giuliacci

Teatro Trastevere

via Jacopa De Settesoli 3

dal 13 al 16 febbraio 2014

ore 21.00 domenica ore 18.00

Biglietti Intero 12.00 + 2.00; Ridotto 10.00 + 2.00

per info: 065814004 – 3395396728 – priscillainmovimento@gmail.cominfo@teatrotrastevere.it

FRIDA KAHLO.

BIOGRAFIA

Frida Kahlo è senza ombra di dubbio la pittrice messicana più famosa ed acclamata di tutti i tempi, diventata famosa anche per la sua vita tanto sfortunata quanto travagliata. Nata nel 1907, sostenne di essere nata nel 1910, “figlia” della rivoluzione messicana e del Messico moderno. La sua attività artistica troverà grande rivalutazione dopo la sua morte, in particolare in Europa con l’allestimento di numerose mostre.

Alla nascita Frida è affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiano per poliomielite, essendone affetta anche la sorella minore; fin dall’adolescenza manifesta talento artistico ed uno spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale. Da questo contesto nascerà il tema dell’autoritratto. Il primo che dipinge è per il suo amore adolescenziale, Alejandro. Nei suoi ritratti raffigura molto spesso gli aspetti drammatici della sua vita, il maggiore dei quali è il grave incidente di cui rimane vittima nel 1925 mentre viaggia su un autobus e a causa del quale riporta la frattura del bacino. I postumi di quell’incidente (un palo le avrebbe perforato il bacino e a causa delle ferite sarebbe stata sottoposta nel corso degli anni a trentadue interventi chirurgici) condizioneranno la sua salute per tutta la vita, ma non la sua tensione morale. Frida si dedica con passione alla pittura e nonostante il dolore fisico e psichico dei postumi dell’incidente, continua ad essere la ragazza ribelle, anticonformista e vivacissima che era stata prima. Dimessa dall’ospedale viene costretta a mesi di riposo nel suo letto di casa con il busto ingessato. Questa circostanza forzata la spinge a leggere tanti libri, molti dei quali sul movimento comunista, ed a dipingere. Il suo primo soggetto è il suo piede che riesce ad intravedere tra le lenzuola. Per sostenere questa passione i genitori le regalano un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, in modo che possa vedersi, e dei colori; è qui che inizia la serie di autoritratti. Dopo che le viene rimosso il gesso, Frida Kahlo recupera la capacità di camminare, nonostante i forti dolori che sopporterà e che la accompagneranno per tutti gli anni a venire.

Porta i suoi dipinti a Diego Rivera illustre pittore murale dell’epoca, per avere una sua critica. Rivera è un uomo alto, grasso, imponente, che va in giro con dei vecchi pantaloni, una camicia scialba, un vecchio cappello, ha un temperamento geniale, allegro, irruento, famoso per essere un grande conquistatore di donne bellissime e un comunista appassionato. Questi rimane colpito molto positivamente dallo stile moderno della giovane artista tanto che la avvicina alla sua ala e la introduce nella scena politica e culturale messicana.

Frida diventa un’attivista del partito comunista partecipando a molteplici manifestazioni e nel frattempo si innamora dell’uomo che diventa la sua “guida” professionale e di vita; nel 1929 sposa Diego RIvera- per lui è il terzo matrimonio – pur sapendo dei continui tradimenti di cui sarebbe stata vittima. Lei, dal canto suo, lo ripagherà allo stesso modo, anche con esperienze bisessuali.

In quegli anni al marito Rivera sono ordinati alcuni lavori negli USA, Nello stesso periodo in cui la coppia soggiorna a New York, Frida rimane incinta: a gravidanza inoltrata avrà un aborto spontaneo a causa dell’insufficienza del suo fisico a sopportare una gestazione. Questo accaduto la sconvolge molto tanto che decide di tornare in Messico con il marito. I due decidono di vivere in due case separate collegate da un ponte, in modo da avere ognuno i propri spazi “artistici”. Divorziano nel 1939 a causa del tradimento di Rivera con la sorella di Frida.

Non passa molto tempo e i due si riavvicinano; si risposano nel 1940 a San Francisco. Da lui assimila uno stile intenzionalmente “naïf” che porta Frida a dipingere piccoli autoritratti stimolati all’arte popolare e ai folclori precolombiani. Il suo obiettivo è di affermare in maniera inequivocabile la propria identità messicana ricorrendo a soggetti tratti dalle civiltà native.

L’afflizione maggiore dell’artista è quella di non aver avuto figli. Dell’appassionata (e all’epoca discussa) storia d’amore con Diego Rivera è testimone un diario personale di Frida Kahlo. Le cronache dicono che abbia avuto numerosi amanti, di ambo i sessi, con personaggi di spicco che non passano inosservati come il rivoluzionario russo Lev Trotsky ed il poeta André Breton. E’ molto amica e probabilmente amante di Tina Modotti, militante comunista e fotografa nel Messico degli anni Venti.

La vita e le opere della pittrice messicana Frida Kahlo esercitano un grandissimo fascino artistico e un forte impatto emotivo. Per alcuni questa artista coraggiosa sarà ricordata nei tempi come la più grande pittrice del Novecento.

Tre importanti esposizioni le sono dedicate nel 1938 a New York, nel 1939 a Parigi e nel 1953 a Città del Messico. L’anno successivo a quest’ultima mostra, il 13 luglio 1954, Frida Kahlo muore nella sua città natale. La sua abitazione di Coyoacán, la “Casa Azzurra”, meta di migliaia e migliaia di visitatori, è rimasta intatta, così come volle il marito. E’ una casa meravigliosa, semplice e bellissima, con muri colorati, luce e sole, piena di vita e di forza interiore come fu la sua proprietaria.

Il 21 giugno 2001 viene emesso un francobollo negli Stati Uniti che riporta l’effige di Frida Kahlo (scelta da un autoritratto eseguito nel 1933), il primo francobollo che ritrae una donna ispanica.