Intervista a Francesco Uccello, autore del libro: “Mo te lo spiego a papà”

CSC_2992aDopo il fenomeno delle mamme blogger, è il turno di passare la parola al genere maschile. Oggi 14 Marzo uscirà in libreria il libro di Francesco Uccello “Mo te lo spiego a papà”, edito da Tea Edizioni. La sfida quotidiana di un papà alle prese con le domande difficili dei suoi figli.

Quattro personaggi + una periferia + un pizzico di napoletanità + una dose massiccia di capricci e genitorialità alle prime armi + leggerezza quanto basta.

Francesco di mestiere fa l’educatore, e di esperienza con bambini e ragazzi ne ha tanta, ma quando diventa papà di DA1 (il primogenito) e DA2 (il secondogenito, a soli sedici mesi di distanza) scopre che essere genitore è un lavoro completamente diverso: meraviglioso, sfiancante, entusiasmante, e soprattutto a tempo pieno e orario continuato.

Come tutti i bambini, DA1 e DA2 sono vivacissimi e curiosi e bombardano i genitori di domande complesse, stravaganti, ridicole o profondissime su ogni argomento possibile. Mamma Stefania ha trovato una soluzione geniale: «Andate da papà, che ve lo spiega lui». E a Francesco non resta che armarsi di tanta pazienza – e di una sana dose di ironia – e prepararsi a rispondere. Dopo i racconti di tante mamme, finalmente arriva una voce maschile a esporre la «versione del papà», rivelandoci che anche i padri amano in modo viscerale e «materno», e vivono intensamente tutte le emozioni e la complessità del diventare genitori. Senza nascondere i pensieri negativi, o i momenti di paura e debolezza, ma senza mai dimenticare l’inconfondibile sense of humour napoletano, questo libro tenero e divertente ci catapulta nella vita quotidiana di una famiglia di oggi, in cui tante mamme e tanti papà non faranno fatica a riconoscersi. E magari troveranno qualche spunto per rispondere con il sorriso sulle labbra alle domande impossibili dei propri figli.

Un libro rivolto ai papà, un mondo spesso incompreso, dove con il suo humour riesce a dare consigli utili, ma anche un libro rivolto alle mamme, che con l’avvento di un bambino, spesso nascono i pregiudizi verso il proprio partner, una rivendicazione del lato paterno che viene sempre oscurato da quello materno. Un racconto avvincente, simpatico, frizzante e divertente.

Francesco Uccello, laureato in lettere moderne ed esperto in comunicazione per ragazzi, si definisce un «educAutore». È educatore dal 1998 con la cooperativa sociale Terra e Libertà, che si occupa di infanzia e adolescenza a Napoli e in provincia, ed è autore del blog Mo te lo spiego a papà.

Ecco qui l’intervista con l’autore:

Mo te lo spiego a papà” é una rivendicazione del lato paterno che viene sempre oscurato da quello motelospiegoapapamaterno. Citando una tua riga scrivi; “… E poi per ogni cosa sempre la mamma. Se leggi giornali o qualsiasi rivista c’è sempre una mamma che deve dire la sua o una SOS tata che fa la sbruffona con i figli degli altri. Quali sono i pregi e i difetti dei padri?

“Mo te lo spiego a papà” è soprattutto il punto di vista di un papà. Non è una gara a chi fa meglio, ma soltanto un modo per dire che anche noi possiamo dire la nostra in temi di educazione, cura ed emozioni dei nostri figli. Il papà accompagna i figli nel mondo filtrando tutto ciò che accade fuori dalle mura domestiche, il papà è un compagno di giochi e soprattutto quello più forte…perché i figli dicono sempre che il proprio papà è fortissimo (logicamente parlo di forza fisica). Il difetto più grande è forse quello che ci impieghiamo un po’ a diventare padri e all’inizio non sappiamo bene qual è il nostro compito e per tanto non facilitiamo certo la situazione. Per il resto non penso che abbiamo altri difetti…vero mamme?

La fiducia delle donne in generale ( nonne, madri etc) nei confronti degli uomini. Convinci una donna- ardua impresa – la parità dei sessi, ovvero che il papà può riuscire a badare al proprio figlio senza l’aiuto della madre.

E’ scientificamente provato che un papà può riuscire a badare ai propri figli senza l’aiuto della mamma. Nel libro c’è un paragrafo che si intitola Come ce la siamo cavati senza la mamma. Ecco leggete quello e capirete. Al di là dello scherzo conosco alcuni papà che hanno cresciuto da soli, per circostanza diverse, i propri figli e ci sono riusciti benissimo. La famiglia è bella però perché tutti danno il proprio contributo alla crescita dei figli.

Ci sono due categorie di padri: quelli come te che fanno come ” mestiere” il papa’ e quelli che invece sono piu’ interessati al lavoro tralasciando l’amore per i figli, lasciandoli un po’ in disparte. Lavorando nel campo del sociale quali consigli puoi dare ai padri come te e quali consigli puoi dare agli altri?

Non esiste il papà perfetto né tanto meno il genitore modello. La vita ci porta a fare delle scelte lavorative e familiari. Diciamo che è vero il discorso della qualità del tempo, ma è vero anche quello della quantità perché la presenza costante nella vita di chi cresce dando il giusto esempio è fondamentale. L’importante è mettersi in gioco.

Il tuo neologismo la mammite: fenomeno naturale che consiste nel legame naturale con la madre ai limiti del patologico. Ma visto l’amore o l’affetto che trasmetti nel libro pensi di avergli trasmesso un po’ di ” papite” ai tuo figli?

Magari l’avessero. I figli maschi per quanto tu possa giocare con loro, preparargli cose, portarli in giro sono sempre promamma. Anche se può non sembrare sono molto severo con loro e questo non riscuote grande successo. Educare gli amici che non hanno figli.

DSC_2963In una parte del tuo libro in occasione di una cena spieghi in una lettera/segnaposto, gli inconvenienti di avere bambini. Qual è il parere dei vostri amici?

Quali amici? Non abbiamo più amici…Scherzo, ma ho scritto quella lettera perché spesso chi viene a trovarci vede una gran confusione e comincia a pensare di non voler vivere quella situazione. In effetti una famiglia con i figli piccoli è un anticoncezionale naturale per chi non ne ha. Io però provo sempre a spiegare anche la parte emozionale di tutta l’avventura e l’amore che dai e che ricevi. Comunque gli amici senza figli che ti restano accanto sono davvero rari.

In essenza il libro parla dell’educazione dei tuoi figli. Raggiunta una certa età arriva il momento dei perché. Oggettivamente pensi di essere soddisfatto e ti ritieni un modello da poter prendere esempio?

Non si è mai soddisfatti come genitori perché si pensa sempre a quello che si sarebbe potuto fare o dare ai propri figli. Non sono certo un modello, ma spero che i miei figli prendano da me le cose migliori lasciando quelle peggiori. Magari un domani le loro compagne o mogli mi sapranno dire meglio se abbiamo fatto un buon lavoro.

Relazione di coppia. Quando nascono dei bambini la vita delle mamme si concentrano essenzialmente sui propri figli mettendoti in secondo piano: collaborazione o gelosia?

All’inizio tutti i sentimenti e le emozioni si alternano in maniera veloce e contrastante. Ci sono momenti in cui si è gelosi, altri in cui si è collaborativi. Non si può essere sempre o l’uno o l’altro. In fondo quando hai figli maschi la tua vita è in pericolo (ce lo insegna Edipo) e allora tanto vale farteli amici.

Dopo la pubblicazione di questo libro quali sono i tuoi prossimi progetti?

Per adesso mi sto godendo l’uscita del libro, ma non nego l’idea e la voglia di sperimentarmi in una bella storia che prenda spunto dalla mia vita lavorativa.

 

Fabio Chiarini

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3 pensieri su “Intervista a Francesco Uccello, autore del libro: “Mo te lo spiego a papà”

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